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Paragrafo 12 . La crisi di fine secolo.

     
Gli ultimi anni del secolo furono contrassegnati da una grave tensione
sociale  e  politica. Mentre il malcontento popolare, aggravato  dalla
persistente  crisi  economica, sfociava in massicce manifestazioni  di
protesta,  la  Destra  conservatrice  cerc  di  attuare  una   svolta
autoritaria, alla quale si contrappose un vasto schieramento di forze,
che andava dalla Sinistra moderata ai socialisti.
     Antonio  di  Rudin,  subentrato al Crispi,  attu  una  politica
estera pi prudente, firmando, nell'ottobre del 1896, la pace di Addis
Abeba  con  l'Etiopia  e avviando un processo di riavvicinamento  alla
Francia, che port alla conclusione della guerra doganale. In politica
interna,  invece,  dopo un primo periodo di tregua, il  governo  torn
all'autoritarismo ed alla repressione. Questa raggiunse il culmine tra
il 1897 e il 1898, quando vennero decise misure eccezionali per sedare
i tumulti scoppiati in tutto il paese, in seguito al forte aumento del
prezzo  del  grano,  causato dal pessimo raccolto  e  dal  calo  delle
importazioni  dagli  Stati Uniti, impegnati  nella  guerra  contro  la
Spagna.  Nel  maggio  del  1898 fu decretato  lo  stato  d'assedio  in
numerose citt; a Milano, il generale Fiorenzo Bava-Beccaris ordin di
sparare con i cannoni sulla folla dei manifestanti, provocando ottanta
morti.  In tutta Italia vennero arrestate migliaia di persone,  alcune
delle   quali   furono  condannate  a  pene  severissime;   sostenendo
pretestuosamente che le agitazioni erano organizzate  dalle  forze  di
Sinistra,  il  governo  colp  in  particolare  gli  esponenti  e   le
organizzazioni  socialiste, radicali e repubblicane, ma  anche  alcune
associazioni  e rappresentanti del Cattolicesimo intransigente  furono
oggetto di repressione.
     Nel  giugno  del 1898, Antonio di Rudin present alcuni  disegni
di  legge  che  rendessero  pemanenti  i  provvedimenti  adottati  per
soffocare le agitazioni sociali. La proposta non pass, ma un  analogo
progetto  fu  presentato  nel febbraio del  1899  dal  nuovo  governo,
presieduto   dal   generale   Luigi  Girolamo   Pelloux.   La   Destra
conservatrice intendeva cos porre definitivamente forti vincoli  alle
libert  di  stampa, di riunione e di associazione  e  al  diritto  di
sciopero. Tale tentativo scaten un'intensa battaglia parlamentare,
     
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     caratterizzata  da  violente  polemiche  e  duri   scontri;   per
impedire  l'approvazione del progetto governativo, l'estrema  Sinistra
attu   la  tecnica  dell'ostruzionismo.  Nel  frattempo  la  Sinistra
liberale   di  Giolitti  e  di  Zanardelli,  che  inizialmente   aveva
appoggiato  il  governo, se ne distacc. Per  porre  fine  alla  crisi
parlamentare,  il  re,  nel maggio del 1900, decret  lo  scioglimento
delle camere.
     Nell'arco di poche settimane si verificarono quindi una serie  di
eventi  che  fecero  definitivamente fallire il  tentativo  di  svolta
autoritaria.
     Le  elezioni,  che  si  tennero nel mese di giugno,  registrarono
un'avanzata   delle  Sinistre.  Pelloux,  sorretto  da   una   ridotta
maggioranza,  si  dimise  e  il suo posto fu  preso  dal  conservatore
moderato Giuseppe Saracco.
     Il  29  luglio del 1900 a Monza Umberto primo, re dal  1878,  che
aveva  insignito il generale Bava-Beccaris della gran croce al  merito
dell'Ordine  militare di Savoia per il servizio reso "alle istituzioni
e   alla   civilt",   fu   ucciso  dall'anarchico   Gaetano   Bresci,
appositamente  giunto  dagli  Stati  Uniti,  dove  era  emigrato,  per
vendicare  le  vittime della repressione del 1898.  Il  regicidio  non
interruppe  il processo di distensione, anche perch il nuovo  sovrano
Vittorio Emanuele terzo, diversamente dal padre, guardava con simpatia
alle  forze  politiche  progressiste e in  particolare  alla  Sinistra
liberale  di  Zanardelli,  al quale affid l'incarico  di  formare  il
governo, dopo le dimissioni di Saracco nel febbraio del 1901.
